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Sono nato negli anni’50

Sono nato negli anni’50 e guardando i ragazzini di oggi, posso dirti che sono felice di essere nato in quegli anni.
Non c’era il cellulare, Facebook, Twitter o Instagram e quando dovevamo vederci per giocare citofonavamo a casa del nostro amico e chiedevamo alla sua mamma se poteva scendere a giocare.
Non avevamo bisogno di abiti alla moda firmati tanto li sporcavamo ogni giorno. Siamo cresciuti con Canzonissima e ancora sappiamo a memoria le parole delle canzoni anche se sono passati tanti anni. Giocavamo a strega comanda color, nascondino, la bella statuina e un due tre e stella.
Fino ai 14/15 anni non ci interessava nulla dell’altro sesso: eravamo tutti amici.
Ci emozionavamo per un bacio sulla guancia.
Costruivamo capanne con tutto quello che trovavamo, giocavamo al ‘cuoco’ in giardino con terra e fiori. La fantasia era tutto.
Non avevamo videogiochi, solo bambole e palloni.
Compravamo i fotoromanzi e sognavamo di sposare i protagonisti.
Non esisteva l’iPod o spotify, c’erano le cassette che se le mangiava il mangianastri
e ci toccava riavvolgerle con la penna bic.
Vinceva chi lasciava la scia più lunga sgommando con la bicicletta.
Quando iniziava a fare buio sapevamo che dovevamo rientrare senza che nessuno
ci avvisasse.
Guardavamo Heidi e Remy, Ufo Robot e Mazinga.
Eravamo piccoli ma non ci fingevamo grandi, né vedevamo l’ora di diventarlo.
Vivevamo in un mondo dove la sostanza contava molto più dell’apparenza, dove non si pubblicavano le foto dei pranzi su Facebook ma li gustavamo assieme alla nostra famiglia, perché la famiglia era tutto.
I baci li davamo davvero, non mettevamo le faccine su una bacheca
e i “ti voglio bene” erano sinceri.
Era tutta sostanza, non apparenza…

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