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L’equazione

L’equazione.
E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio.
E quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza.
E quando avverti una crescente mancanza di energia.
E quando ti senti profondamente solo…
Ecco, quello è il giorno dell’appuntamento col bilancio della tua vita.
Generalmente non è un bel giorno.
E non tanto perché il cielo si fa un po’ più grigio,
quanto perché tu ti fai un po’, o più schifo.
Dunque il lavoro,… il lavoro non manca.
Voglio dire; c’è anche chi ce l’ha. Ma in genere non gode.
L’impegno civile, morale e sociale, meglio lasciar perdere.
La salute: finché uno ce l’ha non ci pensa.
Non resta che l’amore, la sfera dei sentimenti, degli affetti;
che forse è la cosa che dentro conta di più.
E poi almeno quella ce la scegliamo da noi. Un disastro!
Ma se si fallisce sempre, ci sarà un motivo!
Dov’è che si sbaglia? Colpa mia, colpa tua.
No, io a queste cose non ci credo.
L’errore deve essere prima. Non una cosa recente.
Probabilmente da bambino: un errore che ha influenzato
tutta la mia vita affettiva: forse il famoso Edipo,
forse ‘mamma ce n’è una sola’. Anche troppa.
Oppure nonni, fratelli, zii, insomma figure,
fotografie dell’infanzia che rimangono dentro di noi per tutta la vita.
Sì, un errore innocente, impercettibile, che poi col tempo si è ripetuto,
ingigantito, fino a diventare gravissimo, irreparabile.
Già, ma perché l’errore si ingigantisce?
Dev’essere un po’, come quando a scuola facevamo
le equazioni algebriche. Cioè, tu fai uno sbaglietto,
una svista, un più o un meno, chi lo sa.
È che poi te lo porti dietro e nella riga sotto cominci
già a vedere degli strani numeri. Va be’, dici, tanto poi si semplifica.
E poi numeri sempre più grossi, brutti, sgraziati anche.
E poi addirittura enormi, incontenibili, schifosi.
E alla fine: x = 472.827.324 fratto, radice quadrata di 87.225.035+c
E ora prova un po,’ a semplificare.
Non c’è niente da fare. La matematica deve avere una sua estetica:
x=2. Bello, la semplicità.
Forse, per fare bene un’equazione è sufficiente avere delle buone basi.
Ma per fare una storia d’amore vera e duratura è necessario
essere capaci di scrostare quella vernice indelebile
con cui abbiamo dipinto i nostri sentimenti.

Giorgio Gaber

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